Collaborare è la vera innovazione

29.06.2018

Al giro di boa di metà anno, la presidente della Consulta di Torino Adriana Acutis fa il punto sulle opere in corso e sottolinea i temi alla base della visione strategica dell’associazione.

Presidente Acutis, quali sono oggi i focus al centro dell’azione della Consulta?

All’inizio l’associazione è stata impegnata in grandi opere di restauro, instaurando la preziosa collaborazione fra pubblico e privato che la contraddistingue. Oggi, forte dell’esperienza e della credibilità che si è costruita negli anni, Consulta ha assunto un focus strategico di progettualità innovativa. Oltre all’obiettivo di recupero dell’eredità culturale, i principali progetti di Consulta hanno tutti un fondamento tecnologico tale da contribuire allo sviluppo dell’identità innovativa di Torino.

Dal suo punto di vista il “Sistema-Torino” che momento sta attraversando? Quali sono, a suo giudizio, le necessità primarie della città in questa fase?

Il “Sistema-Torino” si fonda sulla collaborazione e deve costantemente reinventarsi. Rimanendo saldi nella capacità di essere sistema, le fasi difficili possono essere fucina di rinnovamento. Penso che le necessità primarie della città in questa fase siano far leva sulla capacità di lavorare insieme, che contraddistingue tutt’ora Torino, aprendosi verso l’esterno, promuovendo collaborazione con la vicinissima Milano, con altre città e altri paesi.

La rinascita della Cappella della Sindone e il restauro, recupero e valorizzazione della Fontana d’Ercole presso la Reggia di Venaria sono i 2 grandi progetti sui quali si concentra quest’anno l’impegno di Consulta. Entrambi rappresentano bene la visione sottesa al vostro lavoro: ce ne può parlare brevemente, illustrandoli nelle linee essenziali?

Nel 2018 l’impegno principale di Consulta è il restauro, recupero e valorizzazione della Fontana dell’Ercole. Si tratta di un progetto altamente innovativo, reso possibile da un concerto di collaborazione realizzato da Consulta sul territorio che coinvolge finanziariamente Compagnia di San Paolo e Intesa SanPaolo, con il contributo della Reggia di Venaria. Il progetto è stato realizzato con la collaborazione della soprintendenza e si inserisce in un contesto di valorizzazione dell’arte e della cultura nei giardini, con obiettivi strategici simili a quelli che hanno guidato l’intervento realizzato da Consulta nei Giardini Reali nel 2017, con l’apporto professionale di Paolo Pejrone e di Giulio Paolini. Il verde è un fondamentale valore che contraddistingue Torino, importante oggi e destinato a diventare sempre più rilevante nel tempo.

I lavori di Consulta per la Cappella della Sindone mirano a collegare il capolavoro del Guarini, dove si è concluso il restauro del cupolino, con il territorio. In particolare con la Valle di Susa, ricca di immagini sindoniche, sovente visibili dalla pubblica via, a volte custodite nelle chiese. Consulta promuove un progetto di comunicazione coordinato, eseguito in collaborazione con il Centro Culturale Diocesano, al fine di diffondere e rendere più visibile tale patrimonio artistico e culturale a favore del turismo culturale e religioso, rilanciando nel contempo una nuova imprenditoria giovanile.

Lei afferma, per rimarcare le sintonie tra mondo del lavoro e mondo dell’arte, che “imprenditori e artisti sentono e vibrano allo stesso modo, poiché entrambi sanno trasformare le debolezze in opportunità”. Non crede che questo fatto per diventare un paradigma diffuso richieda prima di tutto un cambio di mentalità, e cioè una coraggiosa apertura alle sfide e alle novità?

L’apertura alle sfide e alle novità è fondamento di qualsiasi imprenditore e di qualsiasi artista, entrambi pionieri in un mondo che si evolve. Questo è più che mai vero oggi, con una rapidità di cambiamento mondiale in costante accelerazione a seguito del progresso tecnologico, dei movimenti migratori e della globalizzazione. Per Consulta, un’associazione che mette la capacità imprenditoriale e manageriale a servizio dell’arte, tale apertura all’innovazione è al cuore della propria progettualità.

L’attività della Consulta di Torino indica che è possibile ripensare il tema della Responsabilità Sociale d’Impresa utilizzando in modo innovativo Arte e Cultura. Ci spiega come?

Arte e cultura sono un valore comune che ha ricadute infinite sul territorio e quindi sulle aziende stesse. Ricadute di cui gli aspetti economici, visibilmente rilevanti, sono solo la punta dell’iceberg. Non mi dilungo sull’importanza del patrimonio artistico e culturale per il territorio, mi soffermo invece sul fatto che sia un bene comune. Se è già innovativo investire a favore della cultura e dell’arte come responsabilità sociale d’impresa, la vera innovazione consiste nel farlo insieme, collaborando fra imprese, riconoscendo l’importanza dell’obiettivo condiviso. È nella collaborazione che si cela la vera innovazione.

Lei ha usato, di recente, una formula che sintetizza in modo efficace i principi su cui Consulta orienta il proprio lavoro: “Pensare in modo differente, lavorare insieme, essere creativi”. Esiste un modus operandi con cui l’associazione cerca di renderla concreta giorno per giorno?

Per le aziende e gli enti di Consulta la collaborazione è vera fin dalla scelta dei progetti, che devono avere una valenza strategica per il territorio e sono sottoposti all’approvazione dell’assemblea. Poi le aziende e gli enti associati partecipano nei vari comitati che seguono lo sviluppo dei progetti selezionati. Non è inusuale che degli associati diano un apporto d’opera particolarmente significativo per singoli progetti. Questo modo di operare è alla base della creatività di Consulta e della sua capacità realizzativa. In un mondo che esalta costantemente la competizione, la capacità dei soci di Consulta di collaborare per obiettivi condivisi è il differenziale che produce il valore aggiunto.

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