Con i miei occhi, al cuore della vita

11.12.2018

L’opera di san Giuseppe Cottolengo compie 190 anni. Per festeggiarli a Torino è stata allestita, con il sostegno della Consulta, una mostra di opere d’arte realizzate dagli ospiti della Piccola Casa.

Come fa bene, ogni tanto, cambiare punto di vista. Mettersi nei panni degli altri, così da rivedere le proprie convinzioni, il proprio modo di guardare il mondo. Di vederlo, per l’appunto, con gli occhi di qualcun altro, e magari molto differente da noi: per età, condizione sociale, esperienze esistenziali.
È proprio questa la bella ed emozionante lezione che ha offerto da una piccola e preziosa mostra intitolata “Con i miei occhi - opere che raccontano diversamente la vita”, che tra il 14 e il 25 novembre è stata ospitata presso la Sala Mostre del Palazzo della Regione Piemonte, in piazza Castello a Torino. Una di quelle mostre che non si vedono spesso, ed è un peccato: opere di pittura, scultura, fotografia, poesia (persino alcuni filmati) provenienti dalle case cottolenghine di tutta Italia. Lavori che sono il frutto dell’ispirazione e della fantasia dei bambini, delle persone con disabilità e degli anziani che presso la Piccola Casa della Divina Provvidenza, l’istituzione fondata 190 anni fa da San Giuseppe Cottolengo, trovano l’accoglienza e il calore di una autentica famiglia. 

È difficile etichettarli, questi frammenti colorati e poetici, ma il segno che lasciano è quello delle forti emozioni, talvolta della commozione. Ogni tipo di mediazione culturale qui deve cedere il passo a uno sguardo interiore e all’ammirazione per l’unicità di ogni natura umana. “Questa mostra ci fa capire – ha sottolineato all’apertura il Padre Generale della Piccola Casa don Carmine Arice – che cosa capita quando si riconosce la dignità dell’altro: è un seme gettato che fa fiorire tutte le potenzialità possibili. Attraverso questi disegni e questi colori traspare come la nostra Casa diventi famiglia, si sperimenta ciò che vuol dire un cuore che fiorisce”.
Sostenuta dalla Consulta di Torino (che ha voluto partecipare al 190° della fondazione dell’opera del Cottolengo, momento significativo della vita della città), l’esposizione è stata ordinata dallo studio degli architetti Maurizio e Chiara Momo che l’hanno allestita su strutture mobili che consentiranno di farla viaggiare per essere riproposta in molti altri luoghi.

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