I Musei Reali ripartono da Caravaggio

25.02.2021

In prestito da Roma il San Giovanni Battista, grazie al sostegno di Consulta e Reale Mutua.

L’evento è unico, ma porta con sè tante implicazioni. L’arrivo a Torino del San Giovanni Battista di Caravaggio non offre solo l’occasione preziosa di ammirare fuori sede un capolavoro del maestro barocco, ma vuole proporre nello stesso tempo un’ampia serie di suggestioni e riflessioni. 

Nata da un accordo tra i Musei Reali di Torino e le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma (uno scambio “parallelo” di opere, che ha condotto nella capitale la splendida Passione di Cristo di Hans Memling), la mostra “Caravaggio ai Musei Reali di Torino”, ha tutte le carte in regola per affascinare il grande pubblico.

Inaugurata il 25 febbraio presso la Galleria Sabauda, dove resterà sino al 30 maggio, l’esposizione propone, come prima chiave di lettura, un dialogo emozionante: quello tra l’opera di Caravaggio – eseguita con il suo tipico approccio diretto e sensuale – e le tele dei pittori caravaggeschi della collezione torinese, acquistate a inizio Seicento dai duchi di Savoia. Una costellazione di grandi artisti (tra cui spiccano i lavori di Antiveduto Gramatica, di Matthias Stomer e la celebre Annunciazione di Orazio Gentileschi) che evidenzia l’influenza profonda verso la nuova visione della natura introdotta da Michelangelo Merisi.
Ma oltre al gioco dei rimandi, c’è naturalmente il piacere assoluto di osservare da vicino un’opera che “ci permette di entrare nella pelle della pittura”, e che, nel volto del santo adolescente, ci fa apprezzare il magico passare dal buio alla luce, che resta forse la seduzione maggiore dell’arte di Caravaggio.

Insieme all’allestimento, la Consulta ha curato anche il piano di comunicazione della mostra, che in questi mesi si svilupperà attraverso una campagna di affissioni in città e nelle stazioni della metropolitana, annunci su riviste e quotidiani, banner sui principali siti di informazione.

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