Innovazione e Arte per far crescere il territorio

15.12.2019

Da oltre 30 anni la Consulta di Torino progetta e investe su arte, cultura e bellezza, servendosi della tecnologia più avanzata e con un’attenzione particolare al tema della responsabilità sociale. Per creare valore che duri nel tempo. 

Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino: nel nome dell’Associazione risiede la capacità delle primarie imprese ed enti presenti sul territorio di trovare convergenza di obiettivi strategici. Ogni strategia si sviluppa nel tempo e necessita costanza. Consulta persegue i propri obiettivi collaborando con istituzioni pubbliche e realtà terze da oltre 30 anni, restituendo alla città, passo dopo passo, un’identità che contribuisce a connetterla internazionalmente. L’arte e la cultura sono per Torino una risorsa “sorella” della manifattura e della creatività tecnologica. Non è un caso che la voce “innovazione” sia destinata ad assumere crescente peso nelle attività di Consulta: non tanto per segnare un cambiamento quanto per favorire la consapevolezza dell’importanza di un legame presente da sempre. 

Quest’anno l’Associazione ha iniziato un percorso di collaborazione con il Politecnico di Torino. Insieme abbiamo promosso il Workshop “Innovazione e Tecnologie per i Beni Culturali, Restauro e Fruizione”, e il Politecnico ha invitato Consulta al Festival della Tecnologia. Per comprendere la grandezza del ruolo della tecnologia nel contesto dell’arte è necessario però approfondire alcune fondamentali caratteristiche di entrambe. La tecnologia storicamente permette di soddisfare necessità di salute, successo e benessere. Cresce grazie alla creatività, e la sua finalità è di superare i limiti umani, di colmare le mancanze, di soddisfare i desideri. E infine può anche diventare autentica chiave di successo imprenditoriale, ma a patto di rinnovarsi il momento dopo che si è manifestata. 

Quando invece la tecnologia asseconda l’arte, allora non cerca più di eliminare le mancanze, ma le esalta. Si mette al servizio del desiderio, abbandonando l’obiettivo di colmarlo. L’esempio più potente dell’invenzione tecnologica al servizio della creatività è la scrittura: un mezzo per andare oltre. L’arte ha proprio nella mancanza l’apertura che le permette di rimanere nuova per sempre. 

In Consulta gli aspetti imprenditoriali e quelli puramente artistici sono congiunti. Lo sono per la costituzione stessa dell’Associazione, composta da oltre 30 imprese ed enti presenti nel territorio torinese che dal 1987 investono con costanza a favore dell’arte e della cultura. Consapevoli, da sempre, che il benessere di ogni azienda e del territorio nel quale opera siano intimamente collegati. Oggi, con la nascita del Bilancio Sociale e crescenti obiettivi di sostenibilità, vengono rinnovate le fondamenta dei requisiti per la creazione di valore: la forza di un’impresa si misura anche sulla sua capacità di essere sostenibile e di generare più benessere di quanto ne consumi. 

L’arte, la cultura, la bellezza generano attrattività e benessere, mettono in comunicazione e sono un valore ormai comunemente individuato come obiettivo di responsabilità sociale. Nell’indirizzare la propria progettualità a favore dell’arte e della cultura le imprese di Consulta sfruttano la leva della tecnologia, mettendola a servizio della creatività. Nell’ambito del Festival della Tecnologia, Consulta ha presentato due progetti in corso d’opera, che illustrano come l’associazione utilizzi l’innovazione. 

Il primo esempio è il lavoro, in fase di realizzazione, nel Teatro d’Acque della Fontana dell’Ercole a Venaria Reale: uno spazio di 5.000 mq, al centro dell’asse che dal Borgo di Venaria passa dalla Reggia e si prolunga attraverso gli splendidi giardini fino al Tempio di Diana. È un progetto di recupero di livello europeo, con un investimento di 3 milioni di euro resi disponibili dalla collaborazione che, con Consulta, coinvolge Compagnia di San Paolo, Intesa Sanpaolo, Reale Mutua, Iren, la Reggia di Venaria e l’Associazione A.V.T.A.-Amici Reggia di Venaria Reale.

In questo progetto il concetto di mancanza come valore creativo è palese: dell’originale Teatro d’Acque del Seicento rimanevano rovine così distrutte da rendere impossibile la comprensione della bellezza perduta. Perciò nel piano di recupero orchestrato da Consulta è assente la finalità di ricostruire. Lo sforzo progettuale è piuttosto finalizzato a far parlare le rovine, a donare al Teatro d’Acque una scrittura che permetta allo spazio di riappropriarsi della propria identità storica, e di comunicarla per tornare a vivere. L’elemento di rottura portato dalle rovine trova proprio nella mancanza la propria forza. Ferite che si trasformano in feritoie e che, con l’intervento della tecnologia – tramite ricostruzioni e rievocazione degli spazi – comunicano. 

Il secondo esempio presentato da Consulta ci mostra invece come la tecnologia possa cambiare l’esperienza di visita in un museo. Si tratta di un sistema innovativo, una “app” progettata da Consulta per la Fondazione Torino Musei, che il prossimo anno vedrà la sua prima applicazione in Palazzo Madama. La tecnologia proposta da Consulta fornirà al visitatore gli strumenti per instaurare una comunicazione interattiva, che guidi il suo percorso di visita attraverso il Museo, facendolo diventare sempre più interlocutore dialogante. 

Due esempi che sono solo una parte della progettualità di Consulta nel 2019 che, insieme al sostegno ordinario e straordinario delle imprese Socie, può contare sulla fiducia di realtà terze. Oltre agli interventi straordinari per la Reggia di Venaria, l’Associazione ha infatti beneficiato della fiducia della Fondazione La Stampa-Specchio dei Tempi, che le ha affidato la gestione del restauro dell’Altare della Cappella della Sindone. Tale credito è forza e fierezza dell’Associazione, fondamento per la realizzazione di ambiziose strategie nel tempo. Per questo un sentito ringraziamento va a quanti rendono possibile un cammino così importante.

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