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Le imprese rinnovano il territorio

Passo dopo passo le imprese e gli enti soci di Consulta trasformano il territorio con un impegno reso forte dalla collaborazione e dalla costanza. I risultati sono tangibili, il territorio respira, è un volano positivo che stupisce e continua. E lo dicono in modo esemplare le parole di Massimo Gramellini: “Quando la Consulta nacque, nel 1987, la bellezza di Torino era un segreto custodito gelosamente... Oggi, se un torinese in giro per l’Italia o per il mondo afferma di abitare in una città meravigliosa, nessuno sorride più”.

Nel secondo semestre 2016 Consulta si è resa partecipe di tre progetti che evidenziano bene i valori che la animano. A settembre è stato inaugurato il restauro del dipinto dell’Annunciazione nella Chiesa dell’Annunziata di Chieri. La storia di quest’opera è intimamente collegata con quella di un ospedale per poveri malati e viandanti fondato nel 1278. Nel 1337 sorse nelle vicinanze una cappella dedicata all’Annunziata. Poi nel 1469 un pittore fiammingo, segno evidente della risonanza internazionale del territorio, dipinse su muro, non a fresco ma a olio, una “Vergine con l’Arcangelo Gabriele”. Si dice che tra il XVI e il XVII secolo, grazie alla preghiera ispirata dal dipinto, siano avvenuti diversi miracoli. In particolare nel 1651 un giovane muto riacquistò la voce. Fu allora che si decise di edificare il santuario sul posto dell’antica cappella per ospitare l’amata raffigurazione di Maria.

A ottobre si è concluso il progetto Porte ad Arte per il recupero di due ex dazi che oggi ospitano bimbi sotto i sei anni nelle periferie di Torino. Le tre giovani artiste vincitrici del bando hanno rivestito di dipinti le facciate dei dazi. Da edifici di confine e separazione, grazie all’arte i dazi sono diventati simbolo di porte aperte e comunione. L’arte nella sua essenza è apertura, prende vita nei sensi di chi la percepisce, è comunione per eccellenza. E Consulta fa della condivisione, della collaborazione duratura, la propria forza e il proprio fondamento. Il progetto Porte ad Arte sottolinea l’importanza di questa apertura a livello territoriale. Come per un’orchestra, insieme si raggiunge l’armonia, insieme si rigenera il territorio.

A dicembre sarà inaugurata la mostra nei Musei Reali sulle collezioni di Carlo Emanuele I. La Consulta di Torino si è presa in carico la comunicazione. La mostra è la prima realizzazione comune dei Musei Reali, per la prima volta essi si propongono al pubblico con la forza della loro unione, che li rende uno dei complessi più imponenti d’Europa. L’Armeria Reale, la Biblioteca Reale, la Cappella della Santissima Sindone, la Galleria Sabauda, i Giardini Reali, il Museo Archeologico, Palazzo Reale e Palazzo Chiablese si estendono su una superficie di 3 chilometri creando uno straordinario percorso espositivo di 55.000 metri quadrati che racconta una storia lunga oltre 2000 anni. I Musei Reali sono visitabili con un unico biglietto. La sezione della mostra relativa agli Album dei pesci, uccelli e fiori verrà allestita nelle Sale espositive della Biblioteca Reale, realizzate da Consulta in collaborazione con la Compagnia di San Paolo e la Fondazione CRT. La comunicazione della mostra sulle sorprendenti collezioni di Carlo Emanuele I è un primo passo che mira a dare identità e visibilità internazionale all’importante complesso museale.

Passo dopo passo, la forza di aziende capaci di lavorare insieme per il bene comune lascia un segno tangibile. È il coraggio imprenditoriale di dire grazie al territorio, superando la necessità di un riscontro individuale immediatamente quantificabile, a favore di obiettivi comuni che hanno un riscontro internazionale e una ricaduta positiva su tutti. È una questione di metodo. Le imprese insieme per un territorio che si rinnova.

Un museo per crescere

Svolto in collaborazione con Palazzo Madama,
il nuovo Progetto Didattico della Consulta di Torino
ha coinvolto sei classi di cinque scuole secondarie
di Torino e Provincia. In premio la prima Summer School organizzata dal museo.

Mettete insieme una serie di capolavori artistici, un grande museo, un nutrito gruppo di ragazzi tra i 16 e i 18 anni, la loro voglia di fare e di creare. Lì per lì potrebbe anche non succedere niente.

Ma se a questi elementi unite l’appassionata capacità didattica di storici dell’arte, l’idea di una sfida tra compagni e il senso di responsabilità che nasce nei giovani quando sono trattati alla stregua degli adulti, allora avrete tutti gli elementi del Progetto Didattico promosso dalla Consulta di Torino per l’anno scolastico 2015-2016 e organizzato in collaborazione con i Servizi Educativi di Palazzo Madama. E avrete, soprattutto, dei risultati che potrebbero sorprendervi.

L’iniziativa si inserisce in un filone di attività per gli studenti delle superiori che Consulta ha inaugurato con successo nel 2011 e che giunge ora al suo terzo appuntamento. Attraverso la formula dei Progetti Didattici i giovani che stanno concludendo il loro percorso di studi in licei o istituti hanno l’opportunità di partecipare a stage formativi presso le principali realtà museali di Torino. E qui, insieme all’approfondimento delle discipline artistiche, entrano in contatto con la sfaccettata realtà di un mondo particolare come quello dei musei moderni, istituzioni che lavorano quotidianamente con la cultura, in modo articolato e complesso.

Intitolato Porta, Castello, Residenza e Museo. Raccontami Palazzo Madama, il Progetto Didattico ha coinvolto sei classi del terzo e del quarto anno di scuole secondarie di secondo grado di Torino e Provincia: l’Istituto Tecnico per il Turismo Ignazio Giulio, il Liceo Classico Massimo D’Azeglio, il Liceo Linguistico Vittoria, il Liceo Scientifico Galileo Ferraris, l’Istituto Maria Immacolata di Pinerolo. In tutto 86 studenti, che sotto la preziosa guida dei docenti hanno lavorato divisi in piccoli gruppi di 5-6 persone. Il programma si è dispiegato lungo cinque mesi, tra febbraio e giugno. La prima fase è stata dedicata a far conoscere luogo e opere agli studenti. Tra marzo e aprile si è invece entrati nel vivo del lavoro: i ragazzi hanno scelto una tecnica per raccontare ciò che aveva colpito la loro attenzione durante la visita. Spazio dunque alla fantasia, ma con l’avvertenza di sfruttare le proprie attitudini: ne sono usciti diversi video, una web-serie in tre puntate, un’intervista impossibile ad Antonello da Messina, persino un fotoromanzo in stile anni ’60; non hanno perso il loro appeal i supporti cartacei, comunque molto utilizzati.

Valutati da una commissione, gli elaborati migliori sono stati presentati e premiati il 27 maggio in una cerimonia tenutasi in Palazzo Madama, introdotti dal Direttore del Museo Guido Curto, dalla Presidente della Consulta Adriana Acutis e dalla Responsabile dei Servizi Educativi di Palazzo Madama Anna La Ferla. Vincitore del Concorso un gruppo del Liceo scientifico Galileo Ferraris, che con il video “Cara Maria Giovanna” ha dimostrato “Capacità di far dialogare passato e presente, coniugando storia, arte e vita”. Tecnicamente eccellente, il filmato è una lettera aperta indirizzata alla seconda Madama Reale da un gruppo di giovani ragazze: un confronto tutto al femminile, decisamente ben sviluppato. Secondi classificati i ragazzi dell’Istituto Tecnico per il Turismo Carlo Ignazio Giulio, premiati invece per “La coerenza tra il prodotto e il pubblico di destinazione”. Ha convinto l’idea di una guida pensata apposta per i bambini, che diventano parte attiva di una visita trasversale del museo, dal Medioevo al Barocco. Al terzo posto un gruppo dell’Istituto Maria Immacolata di Pinerolo, che ha scelto di raccontare, utilizzando il format del telegiornale, la storia di Palazzo Madama e del suo rapporto con Torino. La giuria ha apprezzato “L’originalità del tema e la buona consapevolezza della storia della città e del ruolo del museo”. Infine, una menzione particolare è andata a Tazzine in viaggio documentario in stile giornalistico realizzato con ironia da un gruppo del Liceo D’Azeglio.

Festeggiati dal pubblico, i vincitori sono stati premiati con l’ammissione alla prima Summer School organizzata presso Palazzo Madama, una full immersion in museo di dieci giorni, dal 13 al 23 giugno. Un premio impegnativo, che per questi ragazzi rappresenta il primo affaccio sul mondo del lavoro e un bel punto di partenza per il futuro.

Il nuovo progetto didattico della Consulta di Torino

La Consulta di Torino e i giovani: il lavoro di valorizzazione del patrimonio storico-artistico svolto a favore degli studenti è ormai una costante nelle attività del sodalizio. Inaugurati nel 2011, i Progetti Didattici si sono rivelati un ottimo strumento per mettere in contatto nuove generazioni e musei cittadini, ma anche un modo pratico per imparare che il mondo della cultura può essere divertente, appassionante, persino sorprendente. E che può diventare la strada su cui orientare il proprio futuro.

Su questa linea è nato “Porta, Castello, Residenza, Museo. Raccontami Palazzo Madama”, terzo Progetto Didattico della Consulta che, partito in febbraio, si svilupperà lungo tutto l’arco della primavera e avrà come traguardo una “summer school” di dieci giorni presso Palazzo Madama, tra il 13 e il 23 giugno.

Rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado di Torino e provincia, il progetto coinvolge 6 classi del terzo-quarto anno, chiamate a misurarsi sul tema della narrazione del Palazzo e delle sue collezioni. Collezioni che, per vastità e ampiezza cronologica, rappresentano quasi un viaggio nell’intera storia artistica e culturale della città. Guidati dai responsabili dei Servizi Educativi di Palazzo Madama, i ragazzi proprio in questi mesi stanno visitando il Museo, ne ammirano le opere, apprendono storie e vicende ad esse collegate. Conclusa questa prima fase proporranno, divisi in gruppi di 5-6 persone, il loro racconto, che prenderà vita grazie a tecniche e a linguaggi diversi: dall’elaborato tradizionale al docu-film, dal fumetto alla canzone, che sono solo alcuni dei tanti possibili esempi.

A maggio una giuria composta da membri della Consulta e del Museo sarà chiamata a valutare i materiali e a scegliere i primi tre gruppi classificati. Saranno loro, in tutto circa 15-20 ragazzi, gli ospiti della “summer school”, nuova esperienza che Palazzo Madama ha ideato sul modello dei campus proposti dalle grandi istituzioni museali americane. Intitolato “Inspiring future leaders”, l’intero progetto ha dunque l’ambizione di essere qualcosa di più di uno stage o di un tirocinio formativo; l’ambizione è piuttosto quella di far crescere dei giovani talenti, sviluppando in loro la creatività e la consapevolezza delle proprie capacità. Davvero una bella sfida.

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