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Museo Egizio "Alla ricerca della Vita"

Oggi un Museo non ha soltanto la missione di esporre le proprie collezioni: ha il compito di studiarle, di porsi degli interrogativi e infine di divulgare i risultati delle proprie ricerche attraverso una narrazione coinvolgente,e cioè adatta – per linguaggio e strutture – alla contemporaneità.

Nasce da questa consapevolezza la nuova Sala permanente denominata “Alla ricerca della vita”, inaugurata dal Museo Egizio di Torino il 24 giugno scorso e realizzata grazie al sostegno della Consulta di Torino. Ideata come una straordinaria macchina del tempo, la Sala esplora e approfondisce la vita nell’antico Egitto e il rapporto della cultura nilotica con la mummificazione e il concetto di aldilà, partendo dallo studio dei resti umani e dei corredi che in alcuni casi li accompagnano. Al suo interno è conservata l’intera collezione di mummie del Museo torinese: si tratta di ben 91 individui, sei dei quali visibili al pubblico.

I Musei Reali ripartono da Caravaggio

In prestito da Roma il San Giovanni Battista, grazie al sostegno di Consulta e Reale Mutua.

L’evento è unico, ma porta con sè tante implicazioni. L’arrivo a Torino del San Giovanni Battista di Caravaggio non offre solo l’occasione preziosa di ammirare fuori sede un capolavoro del maestro barocco, ma vuole proporre nello stesso tempo un’ampia serie di suggestioni e riflessioni. 

Nata da un accordo tra i Musei Reali di Torino e le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma (uno scambio “parallelo” di opere, che ha condotto nella capitale la splendida Passione di Cristo di Hans Memling), la mostra “Caravaggio ai Musei Reali di Torino”, ha tutte le carte in regola per affascinare il grande pubblico.

Inaugurata il 25 febbraio presso la Galleria Sabauda, dove resterà sino al 30 maggio, l’esposizione propone, come prima chiave di lettura, un dialogo emozionante: quello tra l’opera di Caravaggio – eseguita con il suo tipico approccio diretto e sensuale – e le tele dei pittori caravaggeschi della collezione torinese, acquistate a inizio Seicento dai duchi di Savoia. Una costellazione di grandi artisti (tra cui spiccano i lavori di Antiveduto Gramatica, di Matthias Stomer e la celebre Annunciazione di Orazio Gentileschi) che evidenzia l’influenza profonda verso la nuova visione della natura introdotta da Michelangelo Merisi.
Ma oltre al gioco dei rimandi, c’è naturalmente il piacere assoluto di osservare da vicino un’opera che “ci permette di entrare nella pelle della pittura”, e che, nel volto del santo adolescente, ci fa apprezzare il magico passare dal buio alla luce, che resta forse la seduzione maggiore dell’arte di Caravaggio.

Insieme all’allestimento, la Consulta ha curato anche il piano di comunicazione della mostra, che in questi mesi si svilupperà attraverso una campagna di affissioni in città e nelle stazioni della metropolitana, annunci su riviste e quotidiani, banner sui principali siti di informazione.

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