News

I Musei Reali ripartono da Caravaggio

In prestito da Roma il San Giovanni Battista, grazie al sostegno di Consulta e Reale Mutua.

L’evento è unico, ma porta con sè tante implicazioni. L’arrivo a Torino del San Giovanni Battista di Caravaggio non offre solo l’occasione preziosa di ammirare fuori sede un capolavoro del maestro barocco, ma vuole proporre nello stesso tempo un’ampia serie di suggestioni e riflessioni. 

Nata da un accordo tra i Musei Reali di Torino e le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma (uno scambio “parallelo” di opere, che ha condotto nella capitale la splendida Passione di Cristo di Hans Memling), la mostra “Caravaggio ai Musei Reali di Torino”, ha tutte le carte in regola per affascinare il grande pubblico.

Inaugurata il 25 febbraio presso la Galleria Sabauda, dove resterà sino al 30 maggio, l’esposizione propone, come prima chiave di lettura, un dialogo emozionante: quello tra l’opera di Caravaggio – eseguita con il suo tipico approccio diretto e sensuale – e le tele dei pittori caravaggeschi della collezione torinese, acquistate a inizio Seicento dai duchi di Savoia. Una costellazione di grandi artisti (tra cui spiccano i lavori di Antiveduto Gramatica, di Matthias Stomer e la celebre Annunciazione di Orazio Gentileschi) che evidenzia l’influenza profonda verso la nuova visione della natura introdotta da Michelangelo Merisi.
Ma oltre al gioco dei rimandi, c’è naturalmente il piacere assoluto di osservare da vicino un’opera che “ci permette di entrare nella pelle della pittura”, e che, nel volto del santo adolescente, ci fa apprezzare il magico passare dal buio alla luce, che resta forse la seduzione maggiore dell’arte di Caravaggio.

Insieme all’allestimento, la Consulta ha curato anche il piano di comunicazione della mostra, che in questi mesi si svilupperà attraverso una campagna di affissioni in città e nelle stazioni della metropolitana, annunci su riviste e quotidiani, banner sui principali siti di informazione.

Anche il cantiere comunica

“Impacchettare” un monumento o un edificio non è solo l’operazione che segnala l’apertura di un cantiere. Significa incidere sul paesaggio urbano, con una presenza di forte impatto, visivo e fisico. Questo lavoro preliminare deve perciò essere eseguito con sensibilità, poiché il rispetto del contesto architettonico è fondamentale. 

Inoltre i teli di copertura si propongono anche come spazio per comunicare: le grandi superfici sono ideali per illustrare il lavoro del cantiere e la missione sociale che ne è alla base. In piazza Bodoni, la Consulta ha sfruttato l’occasione in modo innovativo. A richiamare l’attenzione 4 domande – Perché? Chi? Cosa? Dove? – a cui hanno risposto altrettante infografiche. In pochi punti, semplici e immediati, l’Associazione ha presentato sé stessa e la propria filosofia.

Luce nuova in Biblioteca Reale

Rinnovato l’impianto di illuminazione del Salone palagiano

Valorizzare la struttura con un’illuminazione uniforme, ridurre i consumi elettrici, assicurare una manutenzione più agile del sistema-luce. Questi i principali risultati che il nuovo impianto di illuminazione progettato da Consulta garantirà alla Biblioteca Reale di Torino.
 
L’intervento, che si concluderà entro la fine dell’anno, è stato affidato a Officina delle Idee (che nel 2015 ripensò l’illuminazione dell’Armeria Reale) e riguarda l’aulico “Salone palagiano”: nell’ambiente, caratterizzato dalla splendida volta affrescata e dagli antichi volumi ordinati nelle librerie, saranno sostituiti tutti i vecchi corpi illuminanti e introdotte luci a led di ultima generazione, altamente sostenibili per consumi e costi.
 
Nel complesso, cambierà l’intera percezione dello spazio: ogni elemento della Biblioteca assumerà un rilievo inedito. Quasi un invito a riscoprire sotto una nuova luce questo tassello dei Musei Reali.

Maquillage al campanile di San Carlo

Avviato il cantiere, i lavori si concluderanno in primavera 

C’è un elemento che aiuta a distinguere le chiese “gemelle” di Santa Cristina e di San Carlo Borromeo: è il Campanile che, affiancato a quest’ultima dal Settecento, spezza la simmetria di questa classica “quinta teatrale” di piazza San Carlo. Presenza ineludibile del centro storico torinese, da tempo il Campanile mostrava l’esigenza di una revisione delle superfici intonacate e del restauro delle decorazioni.
 
Un esame dettagliato ha messo in luce lo stato dell’arte: diffuse alterazioni della pellicola pittorica, esfoliazioni ed efflorescenze saline, rigonfiamenti dell’intonaco, piccoli distacchi di elementi decorativi. Su tutto, una generale patina di sporco, causata da smog e agenti atmosferici.
 
Finanziato con fondi del Mibact e di Consulta, l’intervento conservativo è stato affidato allo Studio DeArch di Torino. Ora, dopo una serie di rinvii collegati all’emergenza pandemica, il cantiere è finalmente attivo e oltre al Campanile interesserà il lato della chiesa che affaccia su via Roma. Preceduti da saggi stratigrafici sulle finiture pittoriche, i lavori si concentrano sulle superfici, ma includono anche il ripasso di faldalerie, converse e coperture in metallo e pietra. La ritinteggiatura avverrà nel rispetto delle cromie antiche. La conclusione è prevista per la primavera del 2021.

SOCI