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I nostri passi concreti

30 anni di lavoro, 30 anni di impegno congiunto che hanno contribuito a cambiare volto al territorio di Torino. Lo illustrano le testimonianze nel primo Bilancio Sociale dell’associazione, uno sforzo congiunto al quale ogni azienda Socia ha partecipato.  Tali testimonianze date dagli stakeholders, sia soci che terzi, mettono in luce la valenza e i frutti del mecenatismo progettuale della Consulta per la valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino.

Gratitudine, alla luce di tale Bilancio, è quanto soprattutto voglio esprimere in questo testo introduttivo della newsletter del 2017. Gratitudine verso i Soci che tramite il loro impegno e la loro costanza permettono a Consulta di operare con successo, diventando motivo di orgoglio per quanti vi partecipano. Gratitudine verso la struttura operativa dell’associazione e le numerose persone che in questi anni hanno dato il loro contributo, il loro sostegno, il loro impegno, permettendo a Consulta di esprimere un Mecenatismo Progettuale a favore del territorio. Gratitudine verso gli Enti di Tutela e le Istituzioni che hanno collaborato dando fiducia alla progettualità di Consulta. Gratitudine per la partecipazione alla redazione del Bilancio Sociale che pone le basi per lo sviluppo futuro di Consulta, sia come lavoro a favore del territorio che come sua valorizzazione anche interna alle stesse aziende socie.

Le testimonianze del Bilancio Sociale ci mostrano come l’impegno a favore dell’arte e della cultura sia un impegno per l’identità, l’attrattività e la vita di un territorio. Un impegno che dà i suoi migliori frutti se portato avanti con costanza, attenzione e lungimiranza. Passi concreti e continuativi, incastonati in una strategia.

Passi concreti che in occasione del trentennale hanno portato al completamento del restauro del corpo centrale di Stupinigi, al coronamento dei Musei Reali di Torino con un nuovo logo, al restauro delle campane del Santuario della Consolata, permettendole di suonare il giorno della festa della Consolata. Passi concreti per l’inizio del restauro del cupolino della Cappella della Sindone 20 anni dopo il terribile incendio che la colpì. Passi concreti per la restituzione ai cittadini di Torino del Boschetto dei Giardini Reali grazie ad un intervento di un artista dei Giardini, Paolo Pejrone, che ha saputo dare ai bellissimi alberi il ruolo di protagonisti sostenendoli con una sinfonia di piantine sottobosco, e per il dono di speranza al mondo intero di Giulio Paolini, che ha preso resti marmorei crollati nel tragico incendio della Cappella della Sindone e li ha riproposti come Pietre Preziose grazie allo sguardo di un artista. Passi rivolti al futuro, nell’innovativo e monumentale lavoro per il recupero della fontana dell’Ercole a Venaria Reale. Tutto questo e altro ancora grazie ad una forte e costante collaborazione, con il supporto di contributi straordinari di soci e di terzi.

Con gratitudine concludo, per questo impegno di 30 anni che ha contribuito al cambiamento del volto di Torino e per l’impegno futuro di quanti condividono che è mettere insieme le forze che porta al risultato, GRAZIE.

Guarda l'intervista al TG3 Regione Piemonte

Responsabilità Sociale, tutti i valori del nostro impegno

In occasione del suo trentesimo anniversario la Consulta pubblica il suo primo Bilancio Sociale.

Trent’anni spesi bene, nel segno di una Responsabilità Sociale vissuta come impegno prioritario e cifra qualificante. L’importante anniversario che la Consulta di Torino celebra in questi mesi finali del 2017 è certo un momento di festa ma anche, com’è giusto, l’occasione migliore per stilare un bilancio approfondito. Nell’osservare il percorso compiuto si possono infatti rintracciare le ragioni ideali e le spinte etiche sulle quali Consulta ha costruito le sue prassi, e scoprire quanto di ciò che si è seminato in passato sia germogliato nel presente e sia destinato a crescere in futuro.

Proprio da questa esigenza di dare compiutezza al senso di un’esperienza lunga e composita è nato il primo Bilancio Sociale della Consulta, pubblicato all’inizio di dicembre e tirato in 750 esemplari presso Sagep Editori di Genova. Il documento è un rendiconto esaustivo del modo in cui l’associazione ha interpretato e declinato, nel corso degli anni, il concetto di Responsabilità Sociale, e dà conto – insieme alla dettagliata rendicontazione economica degli ultimi tre esercizi – delle scelte e della filosofia operativa, dell’impiego delle risorse, delle attività svolte e dei risultati raggiunti.

Quello che emerge è un quadro assai ricco, a 360 gradi. Una descrizione che permette di definire con sicurezza tutti gli aspetti salienti dell’azione della Consulta. C’è naturalmente la visione storica, indagata nitidamente da Giuseppe Berta e riproposta, in filigrana, dalle testimonianze dirette di quattro Past President; e, accanto a queste, ci sono le dichiarazioni dei principali stakeholders con cui la Consulta ha collaborato e collabora: istituzioni pubbliche, banche e fondazioni di origine bancaria, vertici degli enti di tutela, personalità di spicco dell’imprenditoria e della cultura. E infine ci sono i valori, che la presidente Adriana Acutis elenca e analizza a fondo: indipendenza, collaborazione, costanza, cuore, professionalità, innovazione. Tasselli di un unico disegno che si chiama mecenatismo progettuale e che senza ciascuno di essi non potrebbe funzionare.

Redatto con “la finalità di condividere con gli stakeholders il valore generato, mettendo in evidenza le peculiarità dell’Associazione e la valenza del suo metodo”, il Bilancio Sociale di Consulta diventerà, nel prossimo futuro, un utile strumento di dialogo, consapevolezza e gestione.

Per approfondire sfoglia il volume qui.

Boschetto e Pietre Preziose, così rinascono i Giardini Reali

Realizzato dalla Consulta di Torino e dal socio Reale Mutua, l’intervento apre il complessivo piano di recupero dei Giardini Reali. Lo hanno firmato due grandi autori, il paesaggista Paolo Pejrone e l’artista Giulio Paolini.

Tra i grandi cantieri strategici avviati dai Musei Reali di Torino, i giardini occupano un posto di primo piano. Su una superficie di circa sette ettari si sviluppa un’area verde urbana unica per valore monumentale e ambientale che, sostiene la direttrice Enrica Pagella, “non rappresenta solo una traccia storica, ma una risorsa per i Musei e l’intera città”. L’intervento di riqualificazione dei Giardini Reali parte proprio dalla consapevolezza di questa centralità: il tema non poteva essere procrastinato oltre e così, grazie ai fondi del MiBACT (e a quelli del CIPE, che saranno specificamente destinati al restauro dei Bastioni), l’impegnativo progetto ha preso il via e si dipanerà nell’arco dei prossimi due anni.

Il recupero del Boschetto, sostenuto e seguito dalla Consulta di Torino insieme al socio Reale Mutua, è una tappa rilevante dell’intero percorso. Inaugurata alla fine di ottobre, questa particolare porzione dei giardini – creata a metà Ottocento (i primi documenti che la attestano sono del 1864) e collocata in posizione mediana rispetto alle sezioni più formali del Giardino Ducale e del Giardino delle Arti – si è rivelata ideale per la Consulta, che ha potuto lavorare sui tasti che da sempre le sono congeniali: rigore filologico da un lato, creatività e innovazione dall’altro. Ne sono nati due progetti dalla spiccata identità, e tuttavia strettamente correlati: il nuovo Boschetto, riportato all’onor del mondo dalla mano sapiente dell’architetto paesaggista Paolo Pejrone, e l’opera “Pietre Preziose”, installazione artistica realizzata dal maestro Giulio Paolini con frammenti lapidei e marmi originali della Cappella della Sindone, che giacevano abbandonati nei giardini dopo l’incendio del 1997.

La creatività di cui si diceva sta in fondo in questa non comune attitudine dello sguardo: saper cogliere in un cumulo di ruderi danneggiati dal fuoco una materia potenzialmente viva, carica di valenze simboliche e dal forte impatto emotivo; e poi nella capacità di credere in questa intuizione, affidandone il progetto a un grande artista italiano. Il quale, alla fine, ha saputo regalarci un capolavoro semplice e potente, che sembra quasi preludere all’imminente riapertura della Cappella guariniana, vent’anni dopo la tragedia. Un progetto d’arte che, per le dimensioni dei pezzi movimentati e ripuliti, ha potuto avvalersi di un contributo tecnico di alta qualità, quello della ditta Catella, storica fornitrice di marmi della Casa Reale e ultima, diretta discendente degli antichi maestri comacini, che per secoli furono chiamati ad abbellire le maggiori corti europee.

Una mano altrettanto sicura ha guidato l’opera di riqualificazione del Boschetto. Paesaggista di livello e fama internazionale, l’architetto Paolo Pejrone ha presentato un progetto “deciso ma volutamente semplice e leggero”, mosso dall’idea di “rispettare al massimo l’identità del posto, senza ridurlo a fondale di un nuovo giardino, ma restituendogli il ruolo centrale che da sempre gli spetta”. A restare protagonisti sono gli alberi monumentali (prevalentemente olmi, tigli e platani) che ora svettano su un’area attraversata da lunghi viali ortogonali e ripartita in grandi aiuole dalla forma regolare. Ma la sorpresa, che rappresenta il tocco di novità introdotto da Pejrone, è ai piedi degli alberi: qui è stato introdotto un vero e proprio sottobosco, una coltre che valorizzerà le alberature con specie arbustive ed erbacee particolarmente adatte all’ombra. “Abbiamo messo a dimora 18.000 piantine – dice Pejrone –, un grande numero che è una bella novità per i giardini italiani. Siamo riusciti a svolgere un lavoro accurato, sostenuto dall’entusiasmo di tutti”.

Un entusiasmo condiviso dalla Consulta che, come ha ricordato la Presidente Adriana Acutis “Desiderava festeggiare il suo trentennale con un dono speciale per Torino. L’intervento nei Giardini Reali, un duplice dono realizzato da due grandi artisti, ci ha permesso di esprimere la Responsabilità Sociale in modo veramente creativo. E credo di non sbagliare affermando che la creatività che storicamente ha fatto il successo della Torino industriale è la stessa che oggi dà slancio a quella artistica, e che contribuisce a rendere più attrattivo il nostro territorio”.

Guarda il video che documenta la preparazione del Boschetto e l'installazione di Pietre Preziose.

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