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2015 / Palazzina di Caccia di Stupinigi
2015, Palazzina di Caccia di Stupinigi, restauro degli apparati decorativi del Salone Centrale

Il Salone centrale della Palazzina di Caccia di Stupinigi è una delle più spettacolari invenzioni juvarriane, e rappresenta un vertice del barocco piemontese.

Il Salone centrale della Palazzina di Caccia di Stupinigi è una delle più spettacolari invenzioni juvarriane, e rappresenta un vertice del barocco piemontese.

Cuore simbolico e architettonico della residenza venatoria, venne realizzato tra il 1729 e il 1733, e fu seguìto in ogni dettaglio dal progettista messinese, che sovrintese a materiali e decorazioni, operando – come sua abitudine – a stretto contatto con pittori e maestranze. Una cura puntigliosa, quella di Filippo Juvarra, tesa a conferire al grande spazio ellittico un carattere coerente e marcatamente teatrale, tutto giocato sui piani della leggerezza e della luminosità.
Occorre tuttavia sottolineare che la genialità della visione juvarriana travalica in questo caso l’edificio e il luogo: in una prospettiva più ampia il Salone appare infatti come il perno di un vasto disegno urbanistico, che mette addirittura in collegamento i Palazzi del governo, in città, con il paesaggio che si dispiega alle spalle della Palazzina di Stupinigi, dai giardini sino alle rotte di caccia. Un progetto che risponde all’intento di fondere in un’unica immagine architettura e territorio. Il Salone della Palazzina di Caccia si rivela quindi, sin dalla sua creazione, uno snodo cruciale dell’intero sistema delle residenze sabaude. È anche per questo motivo che il restauro attuato dalla Consulta di Torino rappresenta un passo decisivo nel nuovo ciclo della dimora che, interessata da una serie di interventi di riqualificazione partiti nel lontano 1988 e dopo un lungo periodo di chiusura, è stata finalmente riaperta al pubblico nel 2011 e si propone ora come museo di livello internazionale.

Il Salone centrale era già stato interessato da un consistente lavoro di recupero nel 1991, con opere che avevano riguardato il consolidamento della volta e il restauro degli affreschi di Giuseppe e Domenico Valeriani.

L’attuale intervento si è perciò concentrato sugli altri apparati decorativi fissi, per i quali sono stati individuati ambiti precisi: i dipinti su tela; il plafond della balconata con la balaustra lignea; gli intonaci delle pareti, dei pilastri e del cornicione; la pulitura delle cornici dei camini e di vasi e busti in marmo. Avviata nel 2014 la fase preliminare di studio e definite le principali tipologie operative, il cantiere si è aperto all’inizio del 2015 e ha impegnato i tecnici sino ad aprile. Interessante sottolineare il fatto che durante tale periodo il pubblico abbia comunque potuto accedere all’intero percorso di visita, con l’opportunità di ammirare la complessità del lavoro che si andava svolgendo.
Coordinati dagli architetti Maurizio e Chiara Momo, i restauri sono stati affidati a due laboratori di riferimento per il settore: Barbara Rinetti Restauro Opere d’Arte per le tele e la balaustra in legno, e il Laboratorio di Restauro e Analisi Persano Radelet per il recupero degli intonaci e degli elementi lapidei.
Due le scoperte avvenute in corso d’opera. Da una parte la sorpresa di veder comparire l’originario color grigio chiaro pensato da Juvarra per la balconata, emerso in un saggio di pulitura dei balaustrini. Il progettista dovette rinunciare a questa ipotesi su richiesta della committenza, che impose un “oro di Germania”. L’altra novità riguarda invece il finto marmo della zona basamentale, ritrovato e ripristinato come in origine, ma di cui si erano pressoché perse le tracce.

Il restauro del Salone centrale è il quinto intervento che la Consulta di Torino dedica alla Palazzina di Stupinigi.

Il rapporto con il bene dell’Ordine Mauriziano risale al 2007, quando si decise il reimpianto delle alberate storiche esterne al complesso: furono circa 1700 i pioppi cipressini sistemati lungo le tre principali rotte di caccia. La seconda tappa del rapporto, nel 2009, ha visto il restauro dei 12 grandi medaglioni lignei con le effigi dei primi conti della dinastia sabauda, ora esposti nella scuderia juvarriana all’inizio dell’itinerario di visita. Nel 2012 tocca alla Sala degli Scudieri: di essa viene restaurata la volta e le 13 tele che ne decorano le pareti, dipinti eseguiti da Vittorio Amedeo Cignaroli a rappresentare, con precisione documentaria, le diverse fasi della caccia al cervo attorno alla residenza. Infine è del 2014 l’intervento relativo all’Anticappella e alla Cappella di Sant’Uberto: della prima sono state restaurate le boiseries e l’apparato decorativo, mentre della seconda, dedicata al patrono dei cacciatori, è stato restaurato il “Miracolo di Sant’Uberto” dipinto da Vittorio Amedeo Rapous. Come si nota, è ormai un lungo e articolato percorso quello che lega la Consulta di Torino e la Palazzina di Stupinigi, ma sempre sviluppato sulla base di una proposta forte e concreta: la volontà di rendere ogni progetto funzionale alla futura vita della dimora sabauda, nell’intenzione di stimolare le grandi potenzialità attrattive di questo gioiello architettonico torinese. Nella sezione “pubblicazioni” è possibile consultare il volume “Stupinigi – Lo splendore ritrovato del Salone Juvarriano” realizzato in occasione dei restauri.

PALAZZINA DI CACCIA DI STUPINIGI, RESTAURO DEL SALONE JUVARRIANO

Progetto e direzione lavori
Maurizio Momo e Chiara Momo

Direzione scientifica del restauro
Franco Gualano, Anna Maria Bava, con Enrica Carbotta, Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per il Comune e la Provincia di Torino

Coordinamento della sicurezza
Roberto Baffert

Consulenza strutture
Valerio Rosa

Coordinamento tecnico e organizzativo
Mario Verdun di Cantogno e Angela Griseri, Consulta di Torino

Restauri
Laboratorio di Restauro e Analisi Persano Radelet
Barbara Rinetti Restauro Opere d’Arte

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