Garosci

Garosci

La storia del Gruppo Garosci è legata all’evoluzione del mercato italiano della distribuzione e del suo principale protagonista: il consumatore; esso è stato fin dal 1929, anno di avvio della società, l’obiettivo prioritario del lavoro quotidiano di una famiglia, che era già operativa nell’800 nella filiera dell’olio d’oliva. Da allora Garosci ha partecipato alla storia del commercio italiano: negozi a libero servizio, supermercati, ipermercati, cash and carry e centri commerciali (con circa 4.000 dipendenti) sino ad arrivare ai giorni nostri con un ruolo che, lasciato il settore della distribuzione commerciale,  spazia in campi più diversificati consentendo di valorizzare le competenze acquisite. Lo scenario di attività della “Family Company”, oggi anche tramite nuove alleanze, si è allargato al settore editoriale, immobiliare e soprattutto finanziario, operando, in quest’ultimo caso, su variegate classi di investimento, dai fondi comuni al private equity e ai prodotti per il controllo del rischio, nell’ottica di far fronte in modo efficiente alle sfide di un mercato sempre più globalizzato e volatile.

Già dagli anni ’80 quando Luigi Garosci assunse la presidenza del Gruppo Vegé Italia, all’epoca la prima organizzazione italiana nel campo della distribuzione organizzata - grande distribuzione, ci fu un consistente impegno finanziario nel campo del restauro di una trentina di grandi opere pittoriche presenti nella Galleria degli Uffizi di Firenze fra cui Leonardo, Botticelli, Raffaello ecc.

Fu un’iniziativa antesignana per l’epoca, volta ad affermare l’esigenza di una organizzazione orientata al profit di avere una presenza nel mondo dell’arte con l’obiettivo di consentire una migliore fruizione di capolavori al grande pubblico e ciò senza alcun ritorno di immagine per le Aziende finanziatrici.

L’adesione quindi della Garosci a Consulta, dopo pochi anni dalla sua fondazione, fu una gradita e naturale prosecuzione di un percorso già battuto ma in questo caso  inserito in un contesto organizzato ed efficiente e pienamente operativo sul territorio in cui il Gruppo era nato e si era sviluppato.

La condivisione delle motivazioni e delle finalità di Consulta, la piena adesione ai suoi valori, il taglio pragmatico ed innovatore impresso all’organizzazione unitamente alla collaudata capacità di gestire anche grandi interventi di restauro e valorizzazione, sono apparsi come coerentemente aderenti ai nostri obiettivi di contribuire ad una graduale riqualificazione di una città come Torino, ricca di tradizioni, cultura ed importanti monumenti e raccolte d’arte.

Far parte di Consulta ha rappresentato per noi un privilegio; lavorare per e con Consulta è stata una affascinante avventura. Una cosa bella per l’Azienda e le sue persone.

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