Realizzazioni

Monumento a Vittorio Emanuele II

Il restauro ha affrontato da un lato le problematiche di tipo strutturale e soprattutto ha cercato di recuperare l’aspetto estetico e cromatico, alterato dallo smog, oltre che dai naturali agenti atmosferici.

Il monumento, alto 38 metri, inaugurato il 9 settembre 1899, ha avuto una gestazione durata vent’anni: vince il concorso un giovane scultore genovese Pietro Costa, che userà granito rosa di Baveno per le quattro colonne, granito grigio di Balma per lo zoccolo e bronzo per le figure allegoriche – la Libertà, la Fratellanza, l’Unità e il Lavoro – e per le possenti aquile con stemma sabaudo.

E’ il monumento per antonomasia dei torinesi, uno dei simboli come la Mole Antonelliana, che definiscono la fisionomia di Torino, facendola immediatamente riconoscere. Il restauro ha affrontato da un lato le problematiche di tipo strutturale e soprattutto ha cercato di recuperare l’aspetto estetico e cromatico, alterato dallo smog, oltre che dai naturali agenti atmosferici. L’intervento è stato effettuato secondo i criteri metodologici e scientifici più aggiornati, non solo per quel che riguarda gli aspetti relativi al consolidamento e alla protezione dei materiali, ma cercando di recuperare e mantenere le patine originarie del bronzo. La pulitura è consistita soprattutto in un sistema di sabbiatura con un abrasivo tenero, ricavato dalla macinatura dei gusci di noce. All’interno della statua del re, sono stati rinvenuti documenti ufficiali relativi ai lavori di costruzione e ai restauri del 1956-1957, depositati come memoria storica.

colophon

Alta Sorveglianza
Daniela Biancolini, Soprintendenza Beni Architettonici e Paesaggio; Paolo Venturoli, Soprintendenza Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoantropologico del Piemonte

Progetto e Direzione Lavori
Giancarlo Mezzo

Consulenza strutturale
Paolo Napoli

Opere provvisionali
Borini Costruzioni

Restauro
Laboratorio Rava

Coordinamento tecnico-organizzativo
Mario Verdun e Angela Griseri, Consulta