Realizzazioni

Piazza Solferino

Monumento a Ferdinando di Savoia

Vittorio Emanuele II commissiona al salernitano Alfonso Balzico il Monumento celebrativo del fratello Ferdinando, morto giovane nel 1855. L’opera, iniziata nel 1863, inviata alla fusione nel 1867, viene collocata, dopo varie difficoltà ed un complesso trasporto da Firenze a Torino, solo dieci anni dopo. La statua, che rievoca un episodio della battaglia di Novara, mostra una straordinaria resa della figura del principe e soprattutto di quella del cavallo ferito, segnalando l’adesione dello scultore al gusto veristico, interpretato con forza e vivacità.

Il restauro ha rimosso le spesse croste nere e le polveri accumulatesi nel tempo, privilegiando la rigorosa conservazione delle patine e, secondo i metodi sperimentati dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, ha consentito di bloccare e rimuovere le cause di degrado e di restituire quella visibilità che il tempo e la scarsa manutenzione avevano in buona parte tolto.

Il restauro ha rimosso la diffusa formazione di croste nere e polveri compattate; nelle parti in bronzo, notevoli erano le ossidazioni alla patina, colpita da cloruri e solfati che avevano causato una colorazione variegata tendente al grigio. Dopo accurato controllo statico, si è passati alla pulitura del monumento effettuata con bisturi, martelletti e microspazzole, alla rimozione dei depositi polverosi, all’esecuzione di piccole saldature e sigillature. L’intervento ha rivelato una qualità tecnica e compositiva straordinaria del monumento, restituendo quella “visibilità” che il tempo e la scarsa manutenzione gli avevano tolto.

Continua così da parte della Consulta la volontà di sviluppare un progetto globale attento a valorizzare la cultura storico-artistica legata ai grandi temi risorgimentali, che aveva portato già nel 1988 al restauro dell’Aula del Parlamento Subalpino e nel 1997 a quella del Parlamento Italiano in Palazzo Carignano.

colophon

Alta Sorveglianza
Paola Salerno, Soprintendenza Beni Architettonici e Paesaggio del Piemonte; Bruno Ciliento, Soprintendenza Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoantropologico del Piemonte

Opere provvisionali
Zoppoli & Pulcher

Restauro
Arte Restauro Conservazione di Cristina Maria Arlotto

Progetto grafico
Massimo Venegoni, Studio Dedalo

Coordinamento tecnico-organizzativo
Mario Verdun e Angela Griseri, Consulta