Realizzazioni
Museo Diocesano
Esposizione del “Compianto sul Cristo morto” di Beato Angelico
Nel 2015 Torino celebrava due grandi avvenimenti religiosi e culturali: il bicentenario della nascita di San Giovanni Bosco e la Solenne Ostensione della Sacra Sindone, due eventi di enorme portata, che non solo hanno richiamato milioni di visitatori e pellegrini, ma che hanno mobilitato l’intera città in uno sforzo corale.
In questa prospettiva, quella di essere presenti in un momento così importante per la vita della comunità, è nato il progetto del Beato Angelico al Museo Diocesano di Torino, un’iniziativa promossa dallo stesso Museo, ideata dall’Associazione Sant’Anselmo-Imago Veritatis e realizzata grazie alla collaborazione e al sostegno della Consulta di Torino. Il proposito di esporre il “Compianto sul Cristo morto”, una meravigliosa tempera su tavola del 1436 conservata presso il Museo del Duomo di Firenze, nasceva però da un’ambizione che va oltre la proposta della mostra d’arte, per quanto di straordinario valore. Il Compianto è stato interessato da un accurato intervento di restauro conservativo, che ha riguardato l’assetto del supporto ligneo e la superficie pittorica, raggiunta da schizzi di pioggia nel corso della tromba d’aria che ha investito la città di Firenze nel settembre del 2014.
Contestualmente è stato realizzato il nuovo percorso di salita della Torre Campanaria, che parte alla fine del percorso di visita del Museo Diocesano: l’apertura al pubblico del campanile, spettacolare punto panoramico sul Polo Reale, ha contribuito all’incremento dei visitatori del Museo.

colophon
Curatori
Don Luigi Cervellin; Monsignor Timothy Verdon, e Associazione Sant’Anselmo-Imago Veritatis
Progetto di allestimento
Maurizio Momo e Chiara Momo
Restauri
Officina del Restauro, Firenze; Relart, Firenze
Progetto di allestimento
Maurizio Momo e Chiara Momo
Allestimenti
Berrone Livio & C.; Elettro-Sì; Ilti Luce; Piermatteo Reviglio
Trasporto e Assicurazione
Crown Fine Art
Coordinamento tecnico-organizzativo
Mario Verdun e Angela Griseri, Consulta
Ufficio Stampa Consulta
Maria Cristina Lisbona






