Realizzazioni
Cappella della Sindone
Cupolino
Il restauro ha interessato la parte sommitale della struttura seicentesca, concepita dal genio di Guarino Guarini come una sorta di “camera di luce” verso cui lo sguardo doveva essere attratto, una sontuosa raggiera lignea, al cui centro si librava la colomba dello Spirito Santo.
L’incendio del 1997 aveva trasformato il Cupolino nella “bocca di fuoco” di quell’enorme camino che era diventata la Cappella della Sindone, distruggendo la raggiera e rovinando le decorazioni sui muri, opera del pittore scenografo Carlo Giuseppe Cortella.
L’intervento ha eliminato a bisturi la carbonatazione del fuoco e lo scialbo ottocentesco per ritrovare i colori originali: sono riemerse le gamme del grigio e del bruno, e i colpi di luce del bianco, cromie coerenti con l’architettura sottostante, in pietra e marmo.
La raggiera è stata ricostruita, riproponendo la sensazione della tridimensionalità, una sorta di effetto “pop-up” creato dalle differenti inclinazioni delle tre raggiere di cui è composta.
Ultima ad essere collocata la colomba dello Spirito Santo, ricostruita in legno, quindi gessata e verniciata, e infine argentata a foglia secondo la tecnica tradizionale.
Come in tutta la Cappella della Sindone, anche nella raggiera rappresenta un coerente pensiero simbolico, legato al tema della Trinità e al ricorrere del numero tre. Uno spunto fertile, da cui potranno partire gli studi per future indagini su storia, architettura e cultura religiosa.

colophon
Alta Sorveglianza
Enrica Pagella, Direttrice Musei Reali; Luisa Papotti, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Torino
Progetto e Direzione dei lavori
Maurizio Momo e Chiara Momo
Referente e collaboratrice al progetto e direttore operativo per i Musei Reali
Marina Feroggio
Coordinamento sicurezza
Giancarlo Gonnet
Restauro dipinti murali
Rinetti Barbara srl
Realizzazione raggiera
Berrone Livio & C.
Coordinamento tecnico-organizzativo
Mario Verdun, Angela Griseri, Davide Zannotti, Consulta
Uffici Stampa
Barbara Tuzzolino, Musei Reali; Maria Cristina Lisbona, Consulta