Realizzazioni
Museo Diocesano
Il Mosaico di San Salvatore
Il Museo Diocesano si è arricchito di una nuova, preziosa opera: il Mosaico medievale proveniente dalla Basilica paleocristiana di San Salvatore, demolita alla fine del Quattrocento per la costruzione del nuovo Duomo. I resti del mosaico vennero alla luce nel 1909, nel corso di alcuni lavori di manutenzione, inizialmente ospitati presso il Museo Civico.
Nel 1993, il mosaico fu restituito alla Soprintendenza di Torino, e venne ricollocato nel sito originario di fianco al duomo, dove una piramide vetrata consentiva l’accesso visivo dalla piazza San Giovanni.
Il mosaico di San Salvatore, databile al 1170 – 1190, appartiene alla ricca serie di pavimenti musivi romanici che caratterizza l’Italia padana e il Piemonte in particolare, oggi in gran parte musealizzati. Si tratta di un’opera unica per la complessità del programma iconografico, che intreccia due grandi temi dell’immaginario medievale, la Mappa del mondo e la Ruota della Fortuna, combinando conoscenze geografiche derivate dai trattati enciclopedici e da testi letterari moraleggianti dedicati alla vanità delle glorie terrene.
Come in una mappa, il mosaico raffigura il mondo conosciuto circondato dal grande cerchio dell’Oceano, simboleggiato dalla cornice con il motivo a onde, e le regioni più lontane, richiamate da iscrizioni o da creature leggendarie. Ai quattro angoli erano collocati i dodici venti, purtroppo in gran parte perduti. All’interno, animali e creature fantastiche alludono alle regioni della terra e ai suoi abitanti: grifoni, leoni, due gru dalle lunghe gambe, un elefante, una sirena a doppia coda, un bufalo con il giogo. Al centro è l’immagine della Fortuna, che afferra i raggi della ruota e la fa girare, determinando il successo e la disgrazia degli umani, rappresentati da un personaggio che sale, raggiunge il culmine della gloria e infine precipita, colpito dalla sventura. Un’iscrizione, parzialmente conservata, fungeva da introduzione e da monito per coloro che si accostavano alle raffigurazioni del pavimento salendo dalla navata centrale della chiesa verso l’altare.
La collocazione a terra del mosaico restaurato, in una struttura a ‘vasca’, è stata completata dalla predisposizione di nuove luci, diffuse e puntuali, in sincronia con il video, finalizzato a far conoscere e capire i dettagli della sua storia; è stata realizzata una struttura rialzata, destinata a vedere dall’alto l’opera musiva.

colophon
Proprietà
Musei Reali Torino
Committente
Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino con Reale Foundation
Alta Sorveglianza
Tiziana Sandri, Musei Reali
Progetto e Direzione Lavori
Massimo Venegoni, con Marina Mancini e Silvia Palmisano
Restauro Mosaico
Docilia s.n.c. Conservazione e Restauro di Bertolotto G. & C., con Valeria Gugliermina, Francesca Salvadori, Cristina Scarrone e Paola Stradella
Opere di allestimento
Antiqua Restauri s.r.l.
Movimentazioni
Martina Service s.r.l.
Opere di illuminazione
Erco, Elettroservice srl
Allestimento multimediale
Ribes Digilab s.r.l.
Ricerca storico artistica
Laura Zamparo
Ideazione e redazione testi per video
Enrica Pagella
Riprese fotografiche zenitali
Gianfranco Roselli
Coordinamento tecnico-organizzativo
Mario Verdun, Angela Griseri, Davide Zannotti, Consulta
Comunicazione
Maria Cristina Lisbona, Consulta












