Medaglioni Stupinigi
Medaglioni Stupingi

2011 / Stupinigi
2011, Medallions of Savoia Genealogy

The 12 medallions hosted by the Palazzina di Caccia (the hunting palace), belong to the Ordine Mauriziano. The medallions were carved on a wooden base and painted to simulate bronze, then the relief figures of the first Savoia Counts were applied and enriched with decorations such as garlands, cartouches and beaded frames.

The 12 medallions hosted by the Palazzina di Caccia (the hunting palace), belong to the Ordine Mauriziano. The medallions were carved on a wooden base and painted to simulate bronze, then the relief figures of the first Savoia Counts were applied and enriched with decorations such as garlands, cartouches and beaded frames.

The medallions feature the following figures:
  • Beroldo, son of Ugone of Saxony (980-1027);
  • Umberto I, son of Beroldo (998-1048);
  • Amedeo I, son of Umberto I (1016-1049);
  • Oddone, son of Umberto I (undated);
  • Amedeo II (died 1095);
  • Umberto II (1048-1103);
  • Amedeo III, son of Umberto II (1080-1149);
  • Umberto III, Son of Amedeo III (1136-1188);
  • Tommaso I, son of Umberto III (1177-1223);
  • Amedeo IV, son of Tommaso I (1197-1253);
  • Bonifacio, son of Amedeo III (1244-1263)
  • Pietro, son of Tommaso (1203-1268).
The restoration works started in spring 2009 and were completed end 2010. The medallions first underwent fixing to preserve their original colour finishing, then the missing portions were rebuilt; finally the restored medallions were cleaned and a suitable protection coating applied. The restored medallions have been exhibited at the Palazzina di Caccia,which has been reopened to the public in Autumn 2011.

Individuati all’inizio degli anni Ottanta negli spazi sotterranei delle antiche cucine della Palazzina, adibite a depositi, i dodici Medaglioni recano le effigi dei primi conti della Genealogia sabauda da Beroldo (980-1027) a Pietro (1203-1268). Versavano già allora in tali pessime condizioni conservative da compromettere l’identità del manufatto artistico; nel 1994 sono stati trasportati nel Laboratorio Nicola Restauri ad Aramengo (Asti) e posti in sicurezza.

Nel 2009 la Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino ha promosso l’intervento di restauro, attentamente seguito dalla Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico del Piemonte, che si è valso di metodologie sperimentali tali da permettere il pieno recupero dell’intera serie, grazie all’elevata professionalità del gruppo di restauratori coordinato da Anna Rosa Nicola. Si tratta di grandi ovali lignei - altezza 2.00 metri per 1.65 di larghezza- raffiguranti personaggi in rilievo, a mezzo busto, sostenuti da un decoro di rami di quercia intrecciati e annodati al centro da un nastro e inseriti in una cornice perlinata. Al centro, in alto, il Medaglione reca un cartiglio, anch’esso lavorato a nastro, recante il nome del personaggio ritratto; in alcuni, il cartiglio a rilievo perduto, è sostituito da una semplice scritta dipinta sulla tavola. Quattro borchie metalliche poste lungo il perimetro denunciano la funzione di apparato decorativo destinato ad essere appeso a ganci. Sono opera di maestranze piemontesi databili stilisticamente tra il 1770 e il 1780. Si tratta di apparati per feste e cerimonie che la corte commissionava e utilizzava con forte intento dinastico celebrativo. Il carattere effimero di questi Medaglioni è evidente dallo stesso modellato incisivo e robusto, in alcuni casi più raffinato e dettagliato, in altri più abbozzato; l’insieme è accomunato da un intaglio pittoresco, pensato appositamente per essere osservato da lontano. Queste modalità sono riscontrabili già nel Seicento e per tutto il Settecento, così nei disegni degli interni decorati delle residenze reali: tra i confronti più stringenti per questa serie sono i ‘pensieri’ di Filippo Juvarra per il Salone di Stupinigi, risalenti al 1729 e conservati negli Album del Museo Civico di Torino. Proprio questa residenza venne spesso utilizzata per cerimonie e feste in occasione di matrimoni e celebrazioni dinastiche, come per le nozze delle figlie del principe Vittorio Amedeo, la principessa Giuseppina di Savoia con il conte di Provenza nel 1771 e della principessa Maria Teresa di Savoia con Carlo di Borbone conte di Artois nel 1773. Per questo evento l’architetto Mario Ludovico Quarini venne incaricato della progettazione degli apparati nuziali che prevedevano anche l’illuminazione dell’asse viario che da Porta Nuova conduceva a Stupinigi come appare nel disegno conservato alla Biblioteca Reale, Torino. Pur rifacendosi a riferimenti iconografici risalenti al XVI secolo, a partire dal manoscritto cartaceo di Emanuele Filiberto Pingone nominato nel 1569 storico della corte sabauda, il confronto più stringente per le effigi appare il volume dell’abate Ferrero di Lavriano, “Augustae Regiaeque Sabaudiae Domus Arbor Gentilitia” del 1703 con le incisioni di Georges Tasnière che fissano le modalità di rappresentazione di ciascun personaggio tramandata nella serie lignea di Stupinigi.

Allegati:

Pubblicazioni

Consulta il volume: "Genealogie Figurate", realizzato in occasione dell’esposizione.

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