Realizzazioni
Venaria Reale
Complesso monumentale
Fontana dell’Ercole
Con un occhio guardare al passato e con l’altro indagare il futuro. Sta in questa visione dialettica la chiave più giusta per comprendere l’ambizioso progetto di restauro e valorizzazione funzionale della Fontana dell’Ercole alla Reggia di Venaria, che entra ora nella fase operativa: dopo mesi di studio e di indagini accurate prende finalmente il via il cantiere nel 2017. L’opera è all’altezza delle sfide più ardite affrontate dalla dimora nella sua storia recente: i resti della spettacolare architettura creata dall’architetto Amedeo di Castellamonte tra il 1669 e il 1672 erano un tema molto impegnativo, al limite delle possibilità. Restavano infatti solo labili tracce di quella grandiosa “macchina scenografica” costituita in origine da scalinate e padiglioni, ninfei e grotte preziosamente decorati, vasche animate da giochi d’acqua, e da un’infinita teoria di statue e ornamenti scultorei su cui dominava l’Ercole Colosso, protagonista assoluto al centro del bacino della fontana.
Per dimensioni e valore si trattava dunque di un tassello importante, l’ultimo da recuperare per rendere davvero completa la rinascita della grande residenza.
E così, poiché le imprese difficili si addicono alla Reggia di Venaria, ancora una volta sono emerse, grazie all’impegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, della Consulta di Torino, di Intesa Sanpaolo, di Reale Mutua, del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, dell’Associazione Amici di Venaria, di Iren, l’energia e la volontà di scommettere su rovine che ormai apparivano poco più che un’evocazione. Per contro, molto chiara è stata la visione di fondo condivisa dai mecenati sostenitori. Da una parte la consapevolezza che non si poteva procrastinare oltre, e che se si intendeva conservare la memoria del fastoso apparato secentesco (e delle sue tante implicazioni, storiche e culturali) era venuto il tempo di agire. Dall’altra la certezza che un intervento di tale portata sarebbe stato di eccezionale importanza storico-artistica; ma anche, e soprattutto, l’idea che un progetto innovativo avrebbe conferito al sito un rilievo assoluto, facendone per molti versi un unicum di livello internazionale di progettazione della conservazione.

colophon
Alta Sorveglianza
Luisa Papotti, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Torino
Progetto architettonico e coordinamento generale
Studio Architetto Gianfranco Gritella & Associati con Stefania Giulio, Roberta Nicosia, Vincenzo Scudieri
Progetto opere strutturali
Marco Tobaldini
Progetto Impianti tecnologici
Vittorio Schettini
Rilievi strumentali laser-scanner e fotogrammetrici
Antonia Teresa Spanò, Politecnico Torino
Ricerche d’archivio
Alberto Sanna
Indagini archeologiche
Manuela Meloni, rilievi di Carlo Gabaccia
Direttore Lavori
Gianfranco Gritella
Direttore di cantiere
Massimo Giorio
Direttore operativo interventi di restauro
Allegra Carlone
Collaudatore in corso d’opera
Giancarlo Gonnet
Responsabile sicurezza
Gianfranco Vinardi
Imprese esecutrici
Cogefa spa Costruzioni Generali, Mario Bertero srl, Costruzioni Generali Gilardi
Restauri
Società Cooperativa De La Ville, Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, Chiara Giani
Opere da fabbro
Berrone Livio & C.
Volte lignee
M&M Arredamenti
Opere idrauliche
Bianchi Piero & C. sas
Riproduzione statue
Gipsoteca snc di Mondazzi Paolo & C.
Opere in pietra
Catella Fratelli srl
Progettazione e realizzazione illuminazione
Erco Illuminazione srl
Movimentazione opere
Martina Service Fine Art srl
Coordinamento organizzativo
Mario Verdun, Davide Zannotti, Angela Griseri, Consulta
Uffici stampa
Andrea Scaringella, Consorzio Residenze Reali Sabaude; Maria Cristina Lisbona e Francesca Martinotti, Consulta












