Eventi, Restauro
In occasione del suo trentesimo anniversario la Consulta pubblica il suo primo Bilancio Sociale.
Trent’anni spesi bene, nel segno di una Responsabilità Sociale vissuta come impegno prioritario e cifra qualificante. L’importante anniversario che la Consulta di Torino celebra in questi mesi finali del 2017 è certo un momento di festa ma anche, com’è giusto, l’occasione migliore per stilare un bilancio approfondito. Nell’osservare il percorso compiuto si possono infatti rintracciare le ragioni ideali e le spinte etiche sulle quali Consulta ha costruito le sue prassi, e scoprire quanto di ciò che si è seminato in passato sia germogliato nel presente e sia destinato a crescere in futuro.
Proprio da questa esigenza di dare compiutezza al senso di un’esperienza lunga e composita è nato il primo Bilancio Sociale della Consulta, pubblicato all’inizio di dicembre e tirato in 750 esemplari presso Sagep Editori di Genova. Il documento è un rendiconto esaustivo del modo in cui l’associazione ha interpretato e declinato, nel corso degli anni, il concetto di Responsabilità Sociale, e dà conto – insieme alla dettagliata rendicontazione economica degli ultimi tre esercizi – delle scelte e della filosofia operativa, dell’impiego delle risorse, delle attività svolte e dei risultati raggiunti.
Quello che emerge è un quadro assai ricco, a 360 gradi. Una descrizione che permette di definire con sicurezza tutti gli aspetti salienti dell’azione della Consulta. C’è naturalmente la visione storica, indagata nitidamente da Giuseppe Berta e riproposta, in filigrana, dalle testimonianze dirette di quattro Past President; e, accanto a queste, ci sono le dichiarazioni dei principali stakeholders con cui la Consulta ha collaborato e collabora: istituzioni pubbliche, banche e fondazioni di origine bancaria, vertici degli enti di tutela, personalità di spicco dell’imprenditoria e della cultura. E infine ci sono i valori, che la presidente Adriana Acutis elenca e analizza a fondo: indipendenza, collaborazione, costanza, cuore, professionalità, innovazione. Tasselli di un unico disegno che si chiama mecenatismo progettuale e che senza ciascuno di essi non potrebbe funzionare.
Redatto con “la finalità di condividere con gli stakeholders il valore generato, mettendo in evidenza le peculiarità dell’Associazione e la valenza del suo metodo”, il Bilancio Sociale di Consulta diventerà, nel prossimo futuro, un utile strumento di dialogo, consapevolezza e gestione.
Per approfondire sfoglia il volume qui.
