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Eventi, Restauro
15/12/19

Al cantiere della Fontana dell’Ercole, nei Giardini della Reggia di Venaria, le rovine stanno gradualmente lasciando il posto alle strutture che segneranno il risultato finale. Ad apparire, dopo un’approfondita ma indispensabile fase di studio e di ricerche d’archivio, è dunque la “linea visibile” dei lavori, ossia quel momento emozionante in cui il progetto da ideale diventa reale.

In questo caso un progetto assolutamente fuori dal comune, perché il tema non era soltanto quello del restauro, ma presentava una ben maggiore complessità: riproporre secondo modelli contemporanei un’invenzione barocca di cui non restavano che labili tracce. Per usare le parole del progettista, architetto Gianfranco Gritella, “Un’opera che ha radici nel passato, ma che è soprattutto una porta aperta verso il futuro”. 

In fondo, un intervento che non poteva che essere tentato se non qui, alla Reggia di Venaria, la cui rinascita, sottolinea Luisa Papotti, Soprintendente per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Torino, è stata tutta all’insegna dell’eccezionalità: “Quello di Venaria è stato uno dei più grandi cantieri sperimentali di restauro a livello internazionale, che ha introdotto un nuovo sistema di gestione e di collaborazione”. E se la Fontana dell’Ercole rappresenta l’ultimo tassello nel recupero della Reggia, nello stesso tempo esso è anche uno degli episodi più difficili, che ha messo in evidenza “il coraggio della Consulta di Torino e la sua capacità di apportare idee e disegnare percorsi”. Consulta che ringrazia i mecenati Compagnia di San Paolo, Intesa Sanpaolo, Società Reale Mutua di Assicurazioni, Iren, Consorzio delle Residenze Reali Sabaude-La Venaria Reale e l’Associazione Amici della Reggia. 

Ma ora è tempo di guardare avanti: l’opera si sta sviluppando secondo un piano equilibrato e coerente, nel pieno rispetto delle caratteristiche tipologiche di ciò che rimaneva. L’accurato restauro degli apparati decorativi del ninfeo, ormai definitivamente salvati dal degrado, comincia a dialogare con tutti gli elementi nuovi che poco per volta, come in un grande puzzle, troveranno la loro giusta collocazione: dai calchi dei giganteschi telamoni (ottenuti, direttamente dagli originali che si trovano al Castello di Govone) alle eleganti volte lignee di copertura, che saranno posizionate entro la primavera. Alla secolare storia di smisurate ambizioni e grandi meraviglie che contrassegna la Reggia di Venaria sta per aggiungersi un nuovo capitolo.